Schede Tecniche Search

15 risultati
Migliorare benessere e salute dei suini - Manuale per allevatori bio - Autori vari

Anno di pubblicazione: 2015

Centri di ricerca: Zootecnia e Acquacoltura

Il manuale “Migliorare benessere e salute dei suini - Manuale per allevatori bio” è frutto del progetto di ricerca FARM SPECIFIC STRATEGIES TO REDUCE ENVIRONMENTAL IMPACT BY IMPROVING HEALTH, WELFARE AND NUTRITION OF ORGANIC PIGS - ProPIG. Si tratta di un manuale di semplice consultazione rivolto soprattutto ad agricoltori non specializzati nel settore della suinicoltura, ma che intendano avviare un allevamento condotto secondo il metodo biologico e siano disposti a prestare particolare attenzione al benessere degli animali come presupposto essenziale per una loro buona produttività. Il testo è dunque ricco di consigli pratici e di immagini esplicative ed è organizzato in cinque sezioni: problemi di fertilità, diarrea, problemi respiratori, lesioni, altri problemi di salute e benessere.

Alimenti per il suino biologico - Manuale pratico a cura di Michele Comellini, Davide Bochiccio e Giacinto della Casa

Anno di pubblicazione: 2012

Centri di ricerca: Zootecnia e Acquacoltura

Il progetto ALAPAS ha avuto la finalità di fornire un supporto agli allevatori di suini bio nelle scelte gestionali ed in particolare nella gestione dell'alimentazione degli animali. Alcuni degli alimenti più largamente impiegati nella suinicoltura convenzionale possono presentare problemi di approvvigionamento la cui soluzione potrebbe non essere a breve termine. Un esempio a tutti noto è la Soia, l'alimento proteico più importante per la suinicoltura convenzionale, che secondo i dettami del biologico non deve provenire da sementi geneticamente modificate e non può essere sotto forma di farina di estrazione per la produzione della quali si utilizzano solventi. Vista la grande diffusione che ha raggiunto l’impiego di sementi OGM a livello internazionale, in particolare nel continente americano dal quale la suinicoltura italiana è grande importatrice di granelle di soia, è particolarmente probabile il rischio di un inquinamento accidentale da parte di soia GM anche del prodotto biologico, legato soprattutto allo stoccaggio e alla movimentazione delle granelle; per questo motivo il Ministero delle politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha finanziato un progetto del CRA per approfondire le conoscenze sulla possibilità di formulare mangimi per suini senza far ricorso a prodotti derivati dalla soia. Per questi motivi si è ritenuto opportuno produrre questo volumetto che raccoglie informazioni circa le caratteristiche e l’utilizzazione dei principali alimenti per il suino, per ognuno dei quali si sono condensate in due pagine le notizie di carattere agronomico e bromatologico e le possibilità e i limiti di utilizzazione. Esso è stato compilato nell'ambito del progetto “ALAPAS” da parte del CRA Unità di ricerca per la suinicoltura ricercando nella bibliografia nazionale ed internazionale notizie, anche storiche, su tali alimenti e facendo ricorso alla collaborazione del Centro Ricerche Produzioni Animali di Reggio Emilia, per la sua esperienza nell'ambito della suinicoltura in generale e della suinicoltura biologica in particolare. Il volumetto non ha, ovviamente, la pretesa di essere una summa dettagliata di tutte le conoscenze su tali alimenti, ma di fornire uno strumento di rapida consultazione ed orientamento per gli allevatori in particolare per quegli alimenti (quali ad esempio le castagne, le ghiande, gli erbai, il topinambur) che non trovano impiego frequente nella suinicoltura convenzionale. Gli allevatori potranno approfondire gli argomenti di loro interesse sull’ampia bibliografia e manualistica esistente, una sintesi della quale è allegata alla pubblicazione. Nell’ambito del progetto ALAPAS è stata anche condotta un'indagine sui cicli produttivi delle diverse tipologie di allevamento riscontrate nella suinicoltura biologica, allo scopo di individuare quali azioni migliorative possano essere suggerite per migliorarne l’efficienza soprattutto in funzione dell‘utilizzazione delle risorse alimentari fornite dai terreni facenti parte dell'allevamento. Nel presente volume sono riportati i casi di studio più interessanti che sono emersi dall'indagine. L'orizzonte temporale nel quale si è svolto il progetto ALAPAS è piuttosto ristretto, se si considera che una valutazione della produttività di pascoli e boschi può essere condotta solo su base poliennale. Esso ha però consentito di impostare un interessante lavoro metodologico e di intrecciare con gli allevatori coinvolti quel rapporto di collaborazione che è alla base di qualsiasi lavoro di supporto tecnico.

Selezione genetica e marker assisted selection

Anno di pubblicazione: 2018

Centri di ricerca: Genomica e Bioinformatica

Un breve filmato girato da RAI scuola presso la sede del Centro che illustra in modo sintetico il moderno lavoro di miglioramento genetico.

DAI GENI AI SEMI: genetica e biotecnologie in agricoltura

Anno di pubblicazione: 2010

Centri di ricerca: Genomica e Bioinformatica

Oggi viviamo quasi tutti lontano dai campi e dall’agricoltura, e non li conosciamo quasi più. La lontananza ha fatto crescere un’immagine di ciò che avviene nei campi che ha a che fare più con suggestioni culturali o commerciali che con la realtà. Valga per tutti il mito della campagna-museo, l’idea che il lavoro dei campi sia stato – prima dell’avvento dell’agricoltura moderna – un’attività idilliaca e senza tempo, e che il miglior progresso possibile sia quello che in quell’idillio ci possa riportare. Fra le “vittime” di questo mito c’è la percezione del ruolo che l’innovazione e l’innovazione genetica in particolare, ha sempre giocato in agricoltura. Lo sviluppo delle conoscenze sulla trasmissione del patrimonio genetico da un organismo all’altro sia negli animali che nei vegetali ha aperto possibilità di intervento che nel corso dell’ultimo secolo hanno rivoluzionato la produzione agricola. La scheda presenta in modo semplice e scientificamente corretto come le piante che coltiviamo oggi siano tutte il frutto di un’azione umana di miglioramento genetico e cosa si potrebbe fare in futuro con l’uso delle moderne conoscenze genomiche.

L'Agricoltura Conservativa

Anno di pubblicazione: 2013

Centri di ricerca: Ceralicoltura e Colture Industriali

Questa pubblicazione è frutto dell’attività di divulgazione prevista nel progetto “Approcci innovativi per il miglioramento delle performances ambientali e produttive dei sistemi cerealicoli no-Tillage” (BIO-TILLAGE), finanziato nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Basilicata 2007 – 2013, MISURA 124. In questo progetto si è cercato di diffondere alcune informazioni utili per l’adozione delle tecniche di Agricoltura Conservativa nella Regione Basilicata e di divulgare dei primi risultati anche su nuove colture come la chia e la quinoa, quali possibili alternative ai cereali. L’Agricoltura Conservativa rappresenta un modo di fare agricoltura relativamente nuovo, che in molti ambienti può contribuire a dare una redditività maggiore agli agricoltori, una sostenibilità delle produzioni e dei benefici ambientali e sociali. L’orografia della Regione Basilicata, con i problemi di erosione che caratterizzano molte aree, si presta bene ad una diffusione dell’Agricoltura Conservativa, anche se sono necessari successivi approfondimenti tecnici ed economici. Infine, andrebbe sicuramente incentivato il rinnovo del parco macchine, come per esempio l’acquisto di seminatrici specifiche per la semina su sodo.

Alimento funzionale - il Pane Sapido

Anno di pubblicazione: 2015

Centri di ricerca: Cerealicoltura e Colture Industriali

Rif. Piano strategico per l'innovazione e la ricerca nel settore Agricolo Alimentare e Forestale – MiPAAF (2015)

Alimento funzionale - Snack

Anno di pubblicazione: 2015

Centri di ricerca: Cerealicolture e Colture Industriali

Rif. Piano strategico per l'innovazione e la ricerca nel settore Agricolo Alimentare e Forestale – MiPAAF (2015)

Mais: come produrre trinciato di qualità

Anno di pubblicazione: 2010

Centri di ricerca: Cerealicolture e Colture Industriali

Nonostante le difficoltà che sta attraversando il settore maidicolo, in questi ultimi anni le superfici coltivate a mais da trinciato sono state caratterizzate da una buona tenuta, soprattutto in Pianura Padana. In quest'area è, infatti, forte il traino per uso zootecnico del prodotto in azienda e per uso energetico destinato alla produzione di biogas, che è anche favorito dalla comoda logistica di approvvigionamento. In particolare, sta emergendo un crescente interesse al trinciato di mais, spesso a scapito delle superfici destinate a granella, anche da parte di agricoltori che non fanno del prodotto un utilizzo diretto in azienda. Complici in questa scelta la matrice del trinciato di mais meno soggetta a rischi sanitari e i minori costi di produzione (assenza di costi di essiccazione in primis) a fronte di quotazioni della granella non proprio soddisfacenti. Dinamiche e logiche possono risultare quindi del tutto nuove. A partire dalla valorizzazione della coltura che non passa solo attraverso un aumento delle rese grazie all'opportuna scelta dell'ibrido più performante o alla messa in campo di corrette pratiche agronomiche. Dare valore al trinciato di mais vuol dire anche aumentarne ed esaltarne la qualità, intesa non solo come sanità, ricercata dal mercato. Significa inoltre assegnare il valore corretto a tale qualità ottenuta, ossia misurarla perché sia correttamente riconosciuta e possa, quindi, esserci un aumento della redditività. L'argomento è molto vasto e la seguente trattazione pur non entrando nei dettagli si prefigge di fornire suggerimenti utili agli agricoltori soprattutto per quanto riguarda gli indici qualitativi da considerare, come e quanto spendere per le analisi, quando e come raccogliere e come effettuare il passaggio di stoccaggio in trincea per evitare perdita di prodotto e contaminazioni fungine.

Linee Guida per il controllo delle micotossine nella granella di mais e di frumento

Anno di pubblicazione: 2010

Centri di ricerca: Cerealicolture e Colture Industriali

Le Linee Guida riassumono, con finalità operative, i punti critici e gli interventi volti a ridurre la probabilità di incorrere in elevate contaminazioni da micotossine nella granella di mais e di frumento. A tale fine sono evidenziati le condizioni e gli interventi che maggiormente permettono di contenere tali contaminanti in modo indiretto (gestione delle micotossine - mycotoxin management) e diretto (controllo della micotossine – mycotoxin control). Le micotossine sono contaminanti naturali prodotte da funghi diffusi nell’ambiente; la presenza di tali tossine, quindi non è completamente attribuibile all’azione dell’uomo e non è mai del tutto eliminabile e controllabile. Pertanto l’approccio al loro controllo è di tipo sistemico e prevede l’adozione di più misure in tutte le fasi del sistema che interagiscono con l’infezione e con l’accumulo delle tossine nella granella dal campo al post-raccolta, fino alla trasformazione in prodotti finiti. Le Linee Guida si concentrano sulle micotossine attualmente normate a livello comunitario (UE) o internazionale.