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Briciole di pane

Piano Triennale 2018-2020

Piano Triennale 2018-2020

La missione del CREA presenta compiti legati alla promozione di uno sviluppo sostenibile nel settore agricolo e alimentare. La sostenibilità è intesa nelle sue tre principali dimensioni: ambientale (tutela e conservazione delle risorse naturali e della biodiversità degli ecosistemi agrari, forestali ed ittici), economica (profittabilità e competitività delle attività agricole, agroalimentari e forestali) e sociale (in particolare salubrità dei prodotti e tutela del consumatore). Il CREA assolve a questi compiti mediante attività di ricerca finalizzata all'avanzamento delle conoscenze scientifiche e allo sviluppo di nuove metodologie e soluzioni per problemi attuali e per quelli prevedibili.

Al CREA è affidato anche lo svolgimento di attività di “ricerca istituzionale” richiesta dal MIPAAFT e da altre Amministrazioni pubbliche come supporto di conoscenze per la programmazione delle politiche settoriali. Si tratta, in particolare di raccolta ed analisi di dati statistici e di attività di certificazione, oltre che di vera e propria consulenza scientifica ogni qual volta si renda necessaria nell'implementazione della legislazione nazionale ed internazionale.

Altro pilastro della missione dell’Ente è il sostegno all'innovazione tecnologica per far sì che gli avanzamenti delle conoscenze si possano tradurre in soluzioni effettivamente adottate nei vari settori produttivi e generino valore per le imprese e per la società. A questo fine, nel rispetto della normativa vigente, il CREA può fornire servizi in favore di soggetti pubblici e privati anche in regime di diritto privato.

Infine il CREA, come le altre Istituzioni accademiche e di ricerca, deve mantenere attivo e vivace un dialogo con la società attraverso la divulgazione diretta al grande pubblico e la creazione di occasioni di dibattito aperto e scientificamente informato su temi sensibili, spesso caratterizzati da forte polarizzazione dell’opinione pubblica.

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Obiettivi del Piano Triennale di Ricerca 2018-2020

Obiettivi del Piano Triennale di Ricerca 2018-2020

Clima e salvaguardia dall'ambiente e delle produzioni

Il bacino del Mediterraneo si prefigura come una delle aree in cui saranno più marcate le modificazioni ambientali indotte dai cambiamenti climatici in atto. Questo impone sia azioni di mitigazione dei cambiamenti in atto con effetti a lungo termine (anche in relazione agli impegni assunti in sede internazionale), sia azioni di adattamento, necessarie nel medio periodo per consentire di mantenere sistemi produttivi efficaci in condizioni ambientali più ostili delle attuali e soprattutto con minore prevedibilità degli andamenti meteorici. I due assi principali su cui operare sono le risorse idriche (captazione, conservazione, risparmio, distribuzione, riuso) e il suolo; quest’ultimo sia con funzione di serbatoio di carbonio attraverso l’aumento di sostanza organica, sia come elemento fondamentale della fertilità (conservazione degli elementi nutritivi, funzionalità degli ecosistemi, protezione e valorizzazione della biodiversità).

Crescita digitale

L’Information and Communications Technology (ICT), come in molti altri settori delle attività sociali ed economiche, rappresenta anche per l’agricoltura un’opportunità da cogliere. L’osservazione remota o ravvicinata della terra con sensori multispettrali, la possibilità di georiferire ogni dato grazie alle tecnologie di posizionamento satellitare, di usare questa stessa tecnologia per guidare le macchine operatrici, di immagazzinare e analizzare rapidamente enormi quantità di dati, di usare piattaforme informatiche per condividere le informazioni e i dati, porteranno una rivoluzione i cui confini sono tuttora ignoti. La diffusione delle tecnologie digitali in agricoltura favorirà una maggiore efficienza nell'uso delle risorse con positivi risvolti economici e ambientali, un accesso diffuso alle informazioni abilitanti, lo sviluppo di nuovi modelli di business con un’apertura dei sistemi produttivi locali al mercato mondiale.

Risorse genetiche vegetali, animali e microbiche di interesse agroalimentare

L’Italia si caratterizza per una grande ricchezza biologica che va conosciuta, tutelata e valorizzata. Va attuata una conservazione dinamica, sapientemente integrata con le nuove biotecnologie, che addirittura la possono accrescere, predisponendo varietà adattate a mutate esigenze colturali (ridotte lavorazioni del suolo, minore o nullo ricorso alla chimica), ambientali (ridotte esigenze idriche, tolleranza di alte temperature) e nutrizionali (cibi fortificati). Sino ad arrivare al coinvolgimento degli agricoltori nella valorizzazione del patrimonio genetico nazionale di interesse agroalimentare.

Qualità delle produzioni agroalimentari

Fatto salvo il concetto di sicurezza alimentare legato alla intensificazione delle produzioni, la qualità deve essere intesa nella sua accezione più ampia: la prima dimensione è quella della salubrità dei prodotti dell’agricoltura e dell’industria agroalimentare sia per l’assenza di sostanze nocive (residui, tossine, microorganismi patogeni) sia per la presenza di nutrienti essenziali in una dieta sana (vitamine, antiossidanti, microelementi). La seconda dimensione è quella edonistica che più è associata all'immagine dell’Italia gastronomica nel mondo; la terza dimensione è quella della garanzia per i consumatori offerta dalla tracciabilità lungo tutti gli stadi dal campo alla tavola. Questo obiettivo richiede innovazioni in campo genetico, delle tecnologie di produzione, trasformazione, conservazione e commercializzazione, delle tecniche diagnostiche di garanzia.

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Ultimo aggiornamento: 28 feb 2019

Per informazioni contattare: crea@crea.gov.it